Norme redazionali
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della stesura di articoli e/o recensioni per la pubblicazione.
Abstract e parole chiave
Il testo dell’articolo proposto deve essere accompagnato da un abstract nella stessa lingua in cui è redatto e in inglese di massimo 1.300 caratteri, spazi inclusi. Unitamente all’abstract devono essere trasmesse cinque parole chiave in inglese.
Citazioni di libri, saggi e articoli
Sia nelle note a piè di pagina sia nell’eventuale elenco bibliografico finale, le citazioni devono essere dal punto di vista formale omogenee fra loro.
I titoli dei libri e degli articoli devono essere indicati in corsivo (sia nel testo che nelle note).
I titoli di giornali e riviste: tra virgolette alte (es. “titolo giornale”).
Il titolo della rivista deve essere preceduto dalla preposizione “in”.
Le opere nelle note devono essere citate sempre con i seguenti dati:
- nome cognome dell’autore (con il nome per esteso solo la prima volta che viene citato; dalla successiva in poi il nome deve essere puntato anche se riferito ad un’opera differente e il cognome rimane sempre per esteso);
- titolo del volume completo di eventuale sottotitolo (senza sottotitolo dalla successiva citazione della stessa opera in poi);
- città di edizione e anno di edizione.
- 4. Per i saggi contenuti in volumi miscellanei, dopo il titolo, deve essere riportato il volume che contiene il saggio con tutti i dati: nome e cognome del curatore o curatori, seguito da (a cura di) tra perentesi, il titolo in corsivo, luogo e data di pubblicazione. Nel caso il volume abbia più di tre curatori, dopo il primo scrivere “et al”.
- Per gli articoli, dopo il titolo, indicare il nome della rivista tra virgolette alte, seguito dal numero, anno, tra perentesi, e pagine.
- Per le citazioni da enciclopedie o dizionari indicare il nome dell’autore, se noto, seguito dalla voce in corsivo, dal titolo dell’opera, volume, luogo e anno di pubblicazione e pagina.
- Le citazioni di pagine web devono contenere il link diretto alla pagina, seguito dall’indicazione di data e ora di ultima consultazione tra parentesi. es: https://www.britannica.com/biography/Raphael-Italian-painter-and-architect (ultima consultazione 01/10/2025, ore 12.00).
Esempi:
Valeria La Motta, Contra Haereticos. L’Inquisizione spagnola in Sicilia,
Palermo 2019, pp. 29-34.
Claudio Strinati, Nascita della mentalità caravaggesca, in Alessandro Zuccari (a cura di), I Caravaggeschi. Percorsi e protagonisti, I, Milano 2010, pp. 17-29.
Federico Zeri, Tre argomenti umbri, in “Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione”, 48 (1963), pp. 29-45.
Bernard Ashmole, Skopas, in Enciclopedia Universale dell’Arte, XII, Novara 1983, 586-590.
Le opere citate dalla seconda volta in poi devono essere citate con il solo autore e il titolo, seguito da virgola e “cit.”.
Esempi:
V. La Motta, Contra Haereticos, cit., pp. 41-50.
C. Strinati, Nascita della mentalità caravaggesca, cit., pp. 17-29.
F. Zeri, Tre argomenti umbri, cit., pp. 29-45.
B. Ashmole, Skopas, cit., 586-590.
Nel caso di due o più autori, gli stessi devono essere separati dal trattino (-).
Esempio:
Pino Toro – Nuccio Vara, Palermo nel gorgo. L’autunno della politica e la scelta di don Puglisi, Palermo 2015.
Si deve usare invece “ivi” (non in corsivo) solo nei casi in cui ci si riferisca all’ultima opera citata e non esistano possibilità di equivoco (es. Ivi, p. 105). Nel caso in cui la citazione si riferisca anche alla stessa pagina usare “ibidem” (in corsivo).
La singola pagina si indica con “p.” seguita dal numero di pagina. Più pagine si indicano con “pp.” seguite dai numeri delle pagine utilizzate oppure dalla prima pagina indicata seguita da “e ss.” (es. p. 24; pp. 24-32; p. 24 e ss.)
Indicazione di fondi archivistici o indagini diagnostico-scientifiche
Laddove necessario occorre predisporre un elenco di eventuali abbreviazioni che consenta di citare fondi archivistici non per esteso (es.: ASPa, Archivio di Stato di Palermo). Lo stesso metodo va adottato per l’indicazione di indagini diagnostiche o scientifiche su opere, supporti, pigmenti, ecc. (es.: MF, Macro fotografia; VI, Vicino infrarosso; TG, Termografia), ovvero per determinati prodotti utilizzati in fase di restauro o utilizzati per la conservazione.
Formato dei files, font, note e dimensione dei caratteri
I files forniti devono avere una estensione “doc”, “docx” o “rtf” (non sono ammessi diversi formati o formati chiusi come il pdf).
L’articolo deve essere giustificato e avere un font “times new roman”, con una dimensione di 12 punti per il testo e 10 per le note, che andranno sistemate a fine testo e non a piè di pagina.
Immagini e didascalie
Le figure a corredo del testo devono essere numerate in sequenza e indicate come “Figura 1”, “Figura 2”, ecc. Il richiamo all’interno del testo va inserito tra parentesi quadre abbreviato, es. [fig. 2].
Le fotografie devono essere in formato jpg o tiff, con una risoluzione video di 1.920 (larghezza) x 1.080 (altezza) pixel (Full HD), ovvero 1.080 pixel di altezza con larghezza proporzionale, ma se l’immagine ha più di 1920 pixel di larghezza va ridimensionata a 1920 di larghezza con altezza proporzionale. Nel caso in cui l’immagine abbia una dimensione inferiore a 1.920 x 1080 va consegnata nella sua dimensione originaria e non va ingrandita in quanto la modifica della risoluzione ne amplierebbe i difetti. Le immagini di dipinti o opere architettoniche rettangolari o quadrate non devono avere bordi aggiuntivi, né bianchi, né di altri colori, mentre le immagini circolari, come monete, medaglie o altri oggetti di oggetti di arti applicate che non hanno contorni ben definiti possono avere sfondi o bordi trasparenti o colorati a seconda del colore dell’immagine.
Le fotografie fornite devono essere libere da copyright, realizzate dall’autore, ovvero disponibili con licenza CC BY, quindi liberamente utilizzabili. In tutti i casi l’autore, con la liberatoria, solleva la rivista da qualsiasi responsabilità circa il copyright. Nel caso l’autore o il proprietario dell’immagine, se diverso dall’autore dell’articolo, abbia concesso l’autorizzazione alla pubblicazione deve essere indicato come “courtesy” a conclusione della didascalia (Es. courtesy Musée du Louvre).
Le didascalie vanno redatte in un file separato rispetto al testo, indicando autore, titolo in corsivo, tecnica, dimensioni (non obbligatorie), città e sito dove è custodita e datazione tra parentesi. Ogni parte deve essere separata da virgole.
Esempio:
Caravaggio, Cupido vincitore, olio su tela, cm 156×113, Berlino, Gemäldegalerie (1602).
